Località

Valpolicella

La Valpolicella è un zona famosa in tutto il mondo

per la produzione di vino Valpolicella e di pietra di Prun,

da qui la distinzione dei suoi confini; la Valpolicella classica è considerata la parte occidentale dei monti Lessini che degrada verso la città di Verona, mentre la Valpolicella zona di produzione vinicola si allarga fin dopo la valle d’Illasi non considerando la parte a nord dove i monti Lessini sono troppo alti per la coltivazione della vite. La Valpolicella classica è un territorio dove il rapporto degli abitanti con la loro terra è stretto, faticosamente lavorata e sottratta al bosco, la gente del luogo coltivava la terra o lavorava nelle cave di marmo o eseguiva lavori in stretta relazione con questi. Il paesaggio è caratterizzato da valli con piccoli borghi, corti e casolari sparsi, dai terrazzamenti ricavati con muretti a secco per la coltivazione della vite e girovagando si vedono facilmente edicole sacre, vasconi in pietra, casotti per gli attrezzi, croci in legno in testa alle filari e tanti altri segni che richiamano la vita di alcuni decenni fa. Sparse sul territorio vi sono le numerose cantine della Valpolicella e poi ville e palazzi storici con giardini e parchi, nate come edifici rurali ed in seguito arricchiti di marmi, affreschi e giardini all’italiana e non da meno le bellissime chiese, sfoggio di una religiosità radicata.valpolicella

TERRITORIO DELLA VALPOLICELLA

Il territorio della Valpolicella viene considerato in modi diversi:

Valpolicella classica: Negrar, Marano, Fumane, S. Pietro in Cariano, S. Ambrogio, Dolcè, Pescantina, S. Anna d’Alfaedo, Parona (frazione di Verona).

Produzione del vino Valpolicella: Negrar, Marano Valpolicella, Fumane, San Pietro in Cariano, Sant’ Ambrogio Valpolicella, Dolce’, Pescantina, Sant’ Anna d’Alfaedo,  Parona (Verona), Cerro Veronese, Grezzana, S. Martino, Lavagno, Mezzane, S. Mauro di Saline, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Montecchia di Crosara.

Il territorio della Valpolicella non è solo una valle ma un insieme di piccole valli che degradano verso sud sulle colline dei Lessini alle spalle di Verona. Circoscritta a Sud dal fiume Adige che la separa dall’agro veronese e dalle morene del Garda , a nord le vette della Lessinia la separano dai confini Trentini , ad est è divisa dalla città dalle colline di Parona e Quinzano  mentre a ovest  il monte Pastello la separa dall’Adige. La Valpolicella vanta un clima mite quasi tutto l’anno, vi si coltiva la vite, l’ulivo, il ciliegio, il pesco ed il kiwi. La sua posizione geografica ne fa un territorio ricco nel campo dell’agricoltura. Qui in Valpolicella esistono a ridosso delle colline delle aree caratterizzate da microclimi, in questi casi la permanente esposizione a sud delle località favorisce un clima che si potrebbe definire sub-mediterraneo con flora e fauna che hanno caratteristiche di paesi con latitudini molto più basse, a volte con condizioni climatiche molto più simili a quelle della riviera ligure che non a quelle della Valpadana.

 STORIA DELLA VALPOLICELLA

Vari reperti dimostrano che la Valpolicella era abitata sin dall’età della pietra, di particolare interesse una grotta, chiamata “Riparo Solinas”, utilizzata dall’uomo di Neanderthal; altri ritrovamenti sono nelle zone di Castelrotto, Molina, vaio della Marchiora e Scalucce, ma il principale è quello sul monte Loffa: la scoperta di 27 capanne fatte con lastre di pietra con, al loro interno, armi, utensili e vari oggetti di selce, bronzo e ferro.Durante il II secolo a.C. inizia la dominazione romana, la Valpolicella in quel tempo era abitata dagli Arusnati, che qui si stanziarono a partire dal V secolo a.C., a testimonianza di questo popolo le tracce lapidarie che oggi sono custodite presso il Museo Lapidario Maffeiano e nel museo annesso alla Pieve di San Giorgio. Nelle vicinanze dell’antica Pieve sono state rinvenute parti di molte statuette votive in terracotta che raffigurano divinità e animali attribuibili al popolo degli Arusnati che, da vari reperti, si è potuto stabilire fosse costituito da una popolazione di famiglie Patrizie e latifondiste.Con la caduta dell’ impero romano ed il sopraggiungere delle orde barbariche vi è un generale decadimento delle condizioni di vita che va stabilizzandosi con l’insediamento dei Longobardi. Con loro la Valpolicella, che già vantava una certa notorietà grazie al buon vino prodotto, diventa un importante zona militare centrata in Castelrotto dove, intorno all’ XI secolo fu costruito un castello; reperti dei Longobardi si trovano nella pieve di S. Giorgio. Verso il IX secolo le condizioni economiche e sociali della Valpolicella migliorano notevolmente e così incominciano a delinearsi signorie e castelli, in seguito nascono anche istituti religiosi e monasteri, tanto che verso la metà del XII secolo il territorio è distribuito in quattro “piovadeghi” (pievi), due già esistenti di San Floriano e San Giorgio e due successive di Negrar ed Arbizzano (quest’ultimo di minore importanza).Con la caduta degli Scaligeri nel 1387 subentrano i Visconti e suddividono il territorio in “vicariati”, divisione che viene mantenuta anche successivamente, quando la Serenissima occupa la Valpolicella mantenendo le precedenti suddivisioni amministrative e religiose oltre ai vari privilegi fiscali, in quanto territorio di confine con il Trentino e la sua fedeltà sarebbe stata utile a garantirne la sicurezza. Tutta la Valpolicella costituiva un vicariato suddiviso, religiosamente in tre piovadeghi, ciascuno facente capo ad una pieve, S. Giorgio, S.Floriano e Negrar. Durante il periodo veneziano, lungo e fecondo, vari signori latifondisti di Verona fanno costruire delle “ville venete” dove vengono ad abitare.Nel 1796 l’esercito francese di Napoleone conquista Verona ed il suo territorio, ma la popolazione si organizza in una rivolta a favore della Serenissima che prende il nome di “pasque veronesi”, questa viene duramente soppressa con la forza, giustiziando numerosi abitanti. Con il trattato di Campoformio si decreta la fine della Repubblica di Venezia e soppressi i vicariati, suddividendo il territorio in distretti; con i Francesi la Valpolicella perde ogni forma di privilegio di cui aveva goduto per molti anni, solo quando il Veneto viene ceduto agli Austriaci ritorna un periodo di stabilità e riorganizzazione amministrativa. Con la metà del XIX secolo le ideologie del Rinascimento si divulgano anche qui, ma prevalentemente tra la popolazione più agiata in quanto la gente comune si trova bene sotto il governo austriaco, ma a preparare le condizioni per i cambiamenti delle guerre d’indipendenza vi sono anche una serie di inverni rigidi, l’epidemia della vite e dei bachi da seta che mettono in crisi la Valpolicella che nel 1866 passa con tutto il Veneto all’Italia, ma le difficili condizioni di vita iniziate ancora anni prima spingono una parte della popolazione all’emigrazione. A fine secolo viene attivata la linea ferroviaria Verona-Caprino-Garda che, facilitando le comunicazioni, da nuovo impulso economico alla zona.Con l’arrivo della prima guerra mondiale molti giovani vengono chiamati al fronte, ma l’economia della zona non ne risente pesantemente, in particolare i piccoli produttori agricoli, vedono aumentare i guadagni grazie all’innalzamento dei prezzi dei prodotti. Con l’Italia fascista, a seguito di una riforma amministrativa,  i comuni della Valpolicella vengono ridotti a sei, Fumane, Sant’Ambrogio, Marano, Negrar, San Pietro in Cariano e Pescantina.

PRODOTTI TIPICI DELLA CUCINA LOCALE DELLA VALPOLICELLA

Vino Valpolicella classico, amarone, recioto, ripasso