Case di Salò

Elementi architettonici caratteristici dei secoli XV-XVI-XVII che si trovano negli edifici del centro storico di quello che fu il capoluogo della Magnifica Patria

Case di Salò

Casa di via Roma, 6: (XV secolo) Sulla facciata è infisso un bello stemma della città del sec. XV.

Casa Tusi – via Calsone, 3-4: (XVII secolo) Piccola casa di modesta rilevanza: sono tuttavia sempre interessanti i contorni delle finestre e porte in pietra grigia, assai diffusi e caratteristici nei paesi della riviera bresciana del Garda, ed assegnabili al tardo ‘500 od ai primi del ‘600.

Casa Girardi – via Calsone 5: (XVII secolo)  Unico elemento interessante è il portalino a bugnati rotondi. In chiave, stemma con albero

Casa di via Francesco Calsone, 30: (XV secolo) Facciata del sec. XV con frammenti di grafito bianco e nero a scacchiera. In un angolo un modesto portalino in pietra con la piccola architrave sostenuta dalle tipiche mensoline.

Casa di vicolo del Teatro Vecchio, 2: (XV secolo) In una porzione di cortile, oltre una cancellata, si apre il portico di una casa del sec. XV con le colonne di pietra scura dai capitelli gotici fogliati.

Casa di piazza Sant’Antonio, 26: (XV secolo) Si presenta una poderosa muraglia che risvolta ai due lati verso via Scaino a monte e verso vicolo San Biagio a lago. Sono alti corsi di grosse pietre di Verona parte appena sbozzate e parte martellinate. Dopo il risvolto su vicolo San Biagio si apre un portale con due stipiti a mensola in pietra ed architrave in legno.

Borgo di Mezzo: Varcata la soglia della bella porta, molto veneta, si entra nel vecchio centro che si svolge sopra una via principale e su pochissime laterali. La via principale è lunghissima e porta tre nomi; lungo di essa sono disseminate molte case veramente interessanti . Sono case di dimensioni ridotte, talune rappresentate dal semplice portale quasi sempre pedonale, molto diverse fra loro, senza un etma unico conduttore, ma tutte, commoventi per quel senso, sia pure modesto, di una intima eleganza. In questo, Salò si distingue in confronto delle altre città del territorio bresciano. In talune di esse vi saranno palazzi più imponenti per mole e per fasto, ma nessuna presenta una serie così fitta di piccole bellezze raccolte nello spazio assai ridotto racchiuso fra il monte e il lago. Sembra quasi che questa popolazione attraverso i secoli abbia voluto dimostrare, anche con semplice discrezione, quella costante volontà di una vita cittadina indipendente.

Casa di via Di Mezzo, 4-18: (XV secolo) Casa certamente del XV secolo. Ha le finestre con arco leggermente acuto che ne contiene un’altro a pieno centro ed una cappa di camino esterna con peduccio. Sempre in questa strada al n.18 è da segnalare un arcone di portale ribassato, in cotto, che ha, in luogo del consueto bardellone, una ghiera a dentello.

Casa di via di mezzo, 37: (XVI secolo) E’ necessario fare una piccola deviazione a nord, fra le case quattrocentesche, già descritte nel II volume ve n’è una al n.6 che ha un basamento in pietre squadrate e portone pure in pietra. In alto, fra le finestre dell’ultimo piano (visibili con grande difficoltà per la strettezza della strada) vi sono decorazioni a graffito a tenui colori.

Resti di casa del sec. XV in via di Mezzo, 50: (XV secolo) Portalino architravato del sec. XV con stemma centrale (una banda portante due scaglioni).

Casa di via Gasparo da Salò, 71: (XV secolo) Piccolo portale architravato con mensole.

Via Gaspare da Salò, 73 e 75: (XVI secolo) Un prtale piuttosto rovinato e quello vicino con lesene joniche che reca in ghiera uno stemma con leone rampante e le lettere B e I.

Piazza Vittorio Emanuele o della Fossa, 46: (XVI secolo) E’ una casa di ampie proporzioni che ha subito molte modificazioni nei secoli. L’impianto è della prima metà del secolo scorso, ma nel prospetto verso mezzodì e nello spigolo verso mattina vi sono alcuni elementi che potrebbero indurre a pensare che in questa parte la costruzione possa essere cinquecentesca. E’ quel portico di quattro luci architravate con colonne toscane e la sovrastante loggia dalle colonne joniche; è quel portale dalle semicolonne alte sul piedistallo che sostengono una trabeazione con triglifi che fanno pensare ad una costruzione del sec. XVI. Ma quella bifora, palesemente falsa, sul portale induce invece in gravi dubbi sul tutto.

Casa di Piazza A. Zanelli, 20: (XVI secolo) La prima casa cinquecentesca che si presenta dopo la porta, è anche la più bella di tutte per il suo armonico prospetto. Il portale, bugnato largamente, è sormontato da una bella finestra serliana con balcone, in ferro battuto, a “petto di colombo”. Una finestra per parte al primo piano e tre al secondo illeggiadrite da una decorazione forse più tarda a festoni che si estende anche sotto la gronda piuttosto sporgente. A piano terreno, al posto delle due finestre sono state aperte due luci di negozio, abbastanza intonate col resto. Due cantonali bugnati incorniciano il tutto. Nel retro del palazzetto, in via Teatro vecchio n.2 si scorge un’ala quattrocentesca formata da un portico di quattro arcate con colonne dai capitelli fogliati.

Piazza S. Antonio, 20: (XVI secolo) Vi è un edificio attualmente in grande abbandono, ma con particolari assai notevoli: il portalepadronale con una finestra piccola al piano terra e due all’ammezzato; finestre normali ai piani superiori con stipiti in pietra scura e, fra esse, frammenti di affreschi. Si scorge ancora un putto, uno stemma illeggibile e fregi vari.

Casa Tarolli di via Gioacchino Scaino, 5: (XVI secolo) All’esterno ha le finestre e porte semplici del tipo comune in Salò; interessante è il cortile interno che ha sulla sinistra un portoncino affìancato da due colonne joniche e timpano con due volute. Tutto attorno al primo piano corre una balconata a mensole. Sempre al primo piano, sulle pareti esistono (molto ritoccati) affreschi decorativi con colonne corinzie e tondi con busti romani, forse del sec. XVII.

Casa di via Cure del lino, 5 (ing. Giacchetti): (XVI secolo) Il portale del tardo Rinascimento ha sull’architrave l’iscrizione: VIVE UT POST VIVAS e sotto uno scudo di stemma sagamoato con le parole ARIOLA – V – A – DOMUS. Era infatti la casa di una famiglia mantovana Ariola e poi nell’Ottocento del poeta tedesco Hartleben.

Casa dei conti Tracagni di via Cure del lino, 42: (XVI secolo) E’ fuori porta, sulla strada bassa verso Barbarano. Non vi è più che il prospetto esterno, organizzato senza simmetria, nel quale si apre un portale con mascherone in chiave e piccolo stemmain alto, poi varie finestre, disposte senza ordine. Vi sono due bifore architravate, una finestra grande con stipite in pietra bugnata e balcone in ferro battuto, e due finestrelle in alto. Nello spazio di muro fra di esse è dipinto uno stemma (d’oro alla fascia azzurra caricata di un fiore bianco) ignoto nell’araldica bresciana. La gronda è sostenuta da leggere mensole in legno e porta delle docce in forma di draghi. Opera tutta in gran parte di recente restauro. Nell’interno non vi è che il portico basso a sette arcate di una certa eleganza. Secondo A. M. Mucchi nel Cinquecento la casa fu del Beneficio di S. Caterina, poi comperata dai Tracagni; nel Settecento passò ai Zanetti, poi ai Novelli e infine di nuovo ai Tracagni.

Casa Valdini di via Duomo, 10: (XVI secolo) Casa con la facciata a linee spezzate e finestrelle quadre a pian terreno, normali negli altri piani con stipiti in pietra del tardo sec. XV.

Casa Simonini – via Duomo, 23: (XVII secolo) Piccolo portale con stemma in chiave.

Casa Canonica: (XV secolo) Sita sotto il campanile. Ha al pianterreno una grande finestra del sec. XV con inferriata a riquadri della stessa epoca ed al primo piano una bifora ad archi a tutto sesto di gusto veneziano con la colonnina a capitello fogliato. (La bifora vicina deve essere una imitazione). Nel piccolo androne recenti restauri hanno messo in vista l’antica cornice romanica della porta pedonale. Nel cortile interno assai notevole la grande sala dalle pareti ornate da fregi a fresco e dal soffitto ligneo del sec. XVI.

Casa Torchio – via Butturini, 7: (XVII secolo) Portale con stemma: colomba sormontata da due stelle e sotto le lettere G.D.

Casa Restelli – via Butturini, 22: (XVII secolo) Ha il piccolo portale fuori centro con bozze leggere, tre finestre quadre negli ammezzati, mentre due finestre al primo piano hanno il balconcino in ferro battuto e due al secondo piano il timpano spezzato e una biglia al centro.

Casa Barbetti – via Butturini, 32: (XVII secolo) Piccolo portale pedonale. Tre finestre al primo piano, ed altre tre al secondo, hanno cornici di gusto ancora cinquecentesco.

Casa Pirlo di via Mattia Butturini, 58-60: (XVI secolo) Non ha portale di interesse, ma belle finestre con stipiti di pietra scura e mensoline sotto i davanzali. Sul muro è dipinta una “santella” (immagine sacra) a fresco con la Madonna col Bambino e Santi; vi è la data 1590.

Casa Dolcini – via Garibaldi, 6-8-10: (XVII secolo) Al numero 8, portalino di gusto ancora cinquecentesco, a lesene toscane ed arco coperti da riquadrature e cerchi. Lo stemma posto in chiave d’arco è abraso. La facciata si sviluppa su altri tre piani, ciascuno dei qualil ha tre finestre con i soliti contorni tardo-cinquecenteschi assai diffusi nei centri di questa sponda del lago. Tra le finestre, riquadri decorativi ottocenteschi; al posto della finstra centrale del secondo piano è affrescata una Natività con angeli, di mano assai debole.

Casa Martinangeli – via Garibaldi, 4: (XVII secolo)  Portoncino con fastigio arcuato, a volute e piccola mensola.

Casa Cantoni – via Garibaldi, 14: (XVII secolo)  Bel portale seicentesco a bugnato, con il solito cartiglio in chiave che forse racchiudeva uno stemma. Anche il portone in legno chiodato è originario. Al primo ed al secondo piano, quattro finestre con semplici contorni. Notevolissimi, al secondo piano quattro preziosi balconcini settecenteschi sagomati con ringhiere in ferro batturo a stucchi.

 

Fonti Fausto Lechi, “Dimore Bresciane, in cinque secoli di storia”