Località

Ledro

Ledro /

Il comune di Ledro

(ex Unione dei Comuni della Valle di Ledro) è stato istituito dal 1 gennaio 2010,

riunendo i sei ex comuni di Pieve di Ledro (capoluogo), Bezzecca, Concei, Molina di Ledro, Tiarno di Sopra e Tiarno di Sotto; fa poi parte della “Comunità Alto Garda e Ledro” (Arco, Drena, Dro, Ledro, Nago-Torbole, Riva, Tenno).
La strada principale della valle la attraversa da est ad ovest, giungendo da Riva del Garda e toccando, in sequenza, Biacesa, Pré di Ledro, Molina di Ledro, Mezzolago, Pieve di Ledro (capoluogo), Bezzecca, Tiarno di Sotto, Tiarno di Sopra, costeggiando il lago d’Ampola e dirigendosi poi per Storo; da Bezzecca parte la diramazione della val Concei per Locca, Concei, Lenzumo. Questa strada era un tempo una delle principali vie di comunicazione tra la valle del Chiese, il Garda e la val d’Adige.lago-di-ledro
 

TERRITORIO DI LEDRO

Provincia: Trento
Ex comuni (Unione Comuni della Valle di Ledro): Tiarno di Sopra, Tiarno di Sotto, Bezzecca, Concei (Locca – Enguiso – Lenzumo),Pieve (Pieve e Mezzolago), Molina (Molina, Legos, Barcesino, Prè e Biacesa)Dal 2010 Comune di Ledro
Frazioni: Tiarno di Sopra , Tiarno di Sotto, Pieve, Mezzolago, Bezzecca, Concei, Enguiso, Lenzumo, Locca, Molina, Biacesa, Pré, Legos Comuni limitrofi: Storo, Bondone, Condino, Cimego, Pieve di Bono, Bleggio Superiore, Fiavè, Tenno, Tione di Trento, Zuclo, Magasa (Bs), Riva del Garda, Limone sul Garda (Bs),  Tremosine (Bs)
Altitudine: 660 m s.l.m. – Abitanti: 5.499 – Nome abitanti: ledrensiLa valle si trova ben delimitata nel suo territorio tra la Valle del Chiese a ovest, il monte Stivo a nord- est ed il Parco dell’Alto Garda Bresciano sul confine con la Lombardia a sud, al centro si trova il lago di Ledro, di poca profondità ma dal caratteristico colore azzurro, alimentato da tre immissari ed un emissario che alimenta la centrale idroelettrica di Riva del Garda; i principali accessi alla valle sono da Riva del Garda tramite una galleria di circa 3,5 km o da Storo passando dalla forra di Ampola. La valle rimane ad un’altitudine media di 655 mslm con un clima abbastanza mite che varia a seconda della vicinanza al Garda, che diventa di tipo alpino all’interno, verso il Passo d’Ampola; è un territorio selvaggio, ricoperto in gran parte da boschi di conifere, di abeti, larici, pioppi e pini silvestri mentre, sopra i mille metri troviamo pascoli ricchi di erbe e radici medicinali, parecchie le varietà con i fiori della flora protetta; varia e ricca è inoltre la fauna di questi luoghi, camosci, volpi, scoiattoli, donnole, gatti selvatici, martore, galli cedroni, fagiani, aquile.

Ledro frazioni: Bezzecca – Concei – Molina – Pieve – Tiarno di Sotto – Tiarno di Sopra

Bezzecca

Il paese di Bezzecca, in valle di Ledro, deriva il suo nome dal fatto di essere separata in due dal torrente Assat, creando la località di Villa e Lutta. Il suo nome ricorre nella storia sia durante la III guerra d’indipendenza che durante la prima guerra mondiale; la prima volta quando Garibaldi, che qui stava combattendo gli Austriaci, ricevette da Vittorio Emanuele II l’ordine di lasciare il trentino e lui rispose con il famoso “obbedisco”, la seconda quando il paese di Bezzecca divenne nuovamente fronte di guerra sempre con gli Austriaci e vennero scavate trincee e gallerie su colle S. Stefano che tuttora rimangono a memoria di quei tempi. In centro al paese si trova un piccolo “Museo Garibaldino” nel quale vengono esposti ricordi della battaglia dei garibaldini e della grande guerra, sempre in centro si trova la chiesa dei SS. Stefano e Lorenzo che dalla metà del XIX secolo ha sostituito quella omonima su colle santo Stefano, sicuramente preesistente al XVI secolo; altra chiesa di interesse è quella di Santa Lucia in pratis che si trova lungo una deviazione della strada che da Bezzecca porta a Tiarno, edificio a tre campate di stile gotico originario della prima metà del 1300 dove da pochi anni sono stati rinvenuti dei pregevoli affreschi.

Val Concei(Locca, Enguiso, Lenzumo)

La Val Concei corre trasversale alla vallata principale iniziando poco prima di Bezzecca, da dove la strada si incanala lungo il fondovalle per raggiungere i paesi di Locca, Enguiso e Lenzumo; la valle è circondata da cime che raggiungono i duemila metri ed è percorsa dal rio Assat che passa poi per Bezzecca e si unisce al torrente Massangla. Interessante il fatto che il nome di Concei derivi dal latino “concilium” che nel III-IV secolo d.C. era l’istituzione che amministrava il “Plebs Leutri” (popolazione di Ledro), tenendo conto che dalla val Concei passava un’antica strada romana che univa Riva del Garda con la valle del Chiese passando per la frazione di Campi, infatti vi sono stati vari ritrovamenti di età longobarda come un cimitero a Lenzumo e tombe a Enguiso e Locca.

Molina di Ledro

Molina deriva dal latino e significa “paese dei molini”, che erano infatti abbondanti insieme alle segherie fino all’ apertura della galleria che porta l’acqua dell’emissario Ponale alla centrale idroelettrica di Riva del Garda. Con la prima guerra mondiale tutti i paesi della valle subirono molti danni a causa dei bombardamenti, comunque a Molina i quartieri vecchi mantengono ancora i segni dell’edilizia di un tempo, il più vecchio è quello di Verdesina, poi ci sono quelli di Legos, Prè e Biacesa. Visitando l’abitato, si possono vedere le chiese di S. Vigilio e di S. Francesco di Pola, la prima è del XVIII secolo e prese il posto di quella omonima verso il lago, la seconda nel quartiere Verdesina è del XVII secolo; si continua poi con alcune case storiche di Molina quali casa “Demadonna”, dove sembra avessero abitato gli Scaligeri nel XIV secolo e casa “Zecchini” dove nacque Andrea Maffei, classicista e famoso traduttore di testi, gli affreschi del ‘700 all’esterno di casa “al Castel” e casa “Baì”, il primo raffigurante una Madonna con Bambino e Santi, il secondo un’ Addolorata. Sicuramente da non perdere una visita al Museo delle Palafitte, fondato nel 1972 dopo il ritrovamento di oltre 10.000 pali e vari reperti in osso, ceramica, bronzo, legno e pietra dell’età del bronzo

Prè

Prè è un piccolo abitato che prende il nome dai fertili campi da cui è circondato; venendo da Riva del Garda lo si trova quasi all’inizio della valle ma imboccando una deviazione in quanto la strada statale passa esternamente all’abitato, come voluto dagli abitanti al tempo della sua costruzione. Molto particolare è il fatto che, data la sua particolare posizione rispetto al monte Carone rimane per tre mesi l’anno alla sua ombra, senza la luce diretta del sole dall’11 novembre (San Martino) al 5 febbraio (Sant’Agata), tanto che al suo ritorno viene celebrata la Festa del Sole. La valle di Ledro era conosciuta fino a dopo la seconda guerra mondiale per la qualità delle sue scarpe chiodate di cui gli abitanti di Prè erano gli abili forgiatori di chiodi, era un’ importante attività di cui è rimasto il ricordo nella “Fucina de le Broche”, luogo munito di fucina e attrezzi dove un tempo venivano preparati i chiodi per le suole, arte che ora viene mostrata ai turisti su appuntamento. Altro luogo interessante è la chiesa di S.Giacomo Maggiore, edificata nel XVI secolo come cappella, ma già dal secolo successivo riccamente allestita, da vedere i tre accessi con portali in pietra e gli affreschi di cui è ricoperta all’interno.

Pieve di Ledro

Il nome di Pieve richiama subito il ruolo che ebbe il paese nella storia della valle, la sua posizione centrale ed adagiata sulle sponde del lago fecero sì che qui venne centrata la vita religiosa e politico-amministartiva del territorio infatti, fino al 1537 qui risiedeva un collegio di religiosi che aveva il compito di seguire l’intera popolazione della valle, utilizzando come collegiata la chiesa dell’Annunciazione, sicuramente risalente a prima del 1235. Nell’abitato troviamo nei pressi della chiesa l’oratorio di S. Giuseppe, consacrato nel 1633 e collocato al pian terreno del municipio, un edificio documentato già dalla seconda metà del XV secolo. Altro luogo interessante di Pieve è il museo “Ricordi e oggetti di una tradizione – A. Foletto – Alambicchi, Pestelli, Macchine“, una raccolta di oggetti ed arredi del campo farmaceutico che la famiglia Foletto ha recentemente allestito, dedicando ad essa alcuni locali della loro ottocentesca farmacia. Lasciando l’abitato di Pieve si può imboccare la vecchia strada che lo collegava a Molina passando da Pur dalla quale si può godere di un bel panorama sul lago e da dove partono alcuni percorsi per la montagna.

Mezzolago

L’abitato di Mezzolago si trova tra Pieve e Molina, affacciato a balcone sulle acque azzurre del lago, in posizione protetta dai venti; in passato qui abitarono alcune nobili famiglie come quella dei conti Ugolini, dei Formenti e dei Toccoli, nel 1928 qui venne anche Gabriele d’Annunzio durante i lavori di scavo della galleria per portare l’acqua del lago alla centrale idroelettrica di Riva del Garda. Sicuramente da visitare la chiesa di S.Michele, struttura originaria antecedente il XV secolo, ristrutturata e modificata nel tempo ma che custodisce un bell’ affresco del ‘400.

Tiarno di Sopra

Tiarno di Sopra è uno dei sei ex-comuni che formano la valle, è l’ultimo prima della forra d’Ampola e quindi di di Storo nella valle del Chiese; all’altezza del lago d’Ampola parte la strada per monte Tremalzo, che porta alle malghe di Bezzecca e di Tiarno di sopra, tuttora utilizzate per il pascolo. L’abitato subì nella storia vari incedi e specialmente nel corso del XVIII secolo, come anche numerosi bombardamenti durante la Grande Guerra, ma alcuni edifici di interesse storico si sono fortunatamente salvati. Nel centro storico sono rimasti alcuni edifici di origine rurale ed alcuni appartenuti a famiglie agiate di commercianti o comunque di ceto elevato, quali ad esempio “casa Oliari”; girovagando nei dintorni dell’abitato si possono trovare numerosi capitelli votivi e dirigendosi ad ovest verso Storo ci si addentra in val d’Ampola dove si trovano varie calchere ed il suo piccolo e stretto lago, di poca profondità, diventato zona protetta dal 1986 e dichiarato biotopo con il successivo allestimento di un percorso ed un centro per l’osservazione della flora e della fauna.

Tiarno di Sotto

L’ex comune di Tiarno di sotto sembra aver avuto origine, come Tiarno di sopra, da un primo nucleo abitativo presso i colli di San Giorgio e di Lèngros, questo si sviluppò e verso il 900-1000 d.C. sembra che il nucleo di S. Giorgio si allargò a valle formando il paese di Tiarno di sopra, quello di Lavan il paese di Tiarno di sotto; con il tempo l’abitato si è esteso seguendo la valle formando gli abitati di Moi, Villa e Degara. Dirigendosi verso colle S.Giorgio si incontra la piccola chiesa di S.Giorgio a 850 mt di altitudine, da dove si gode una bella visuale su entrambe i paesi di Tiarno, percorrendo un’antica strada romana si giunge poi al ponte di Cròina sopra il torrente Massangla, vicino ad una pittoresca cascata. Seguendo il Massangla si giunge fino alla cascata del Gorg d’Abiss; lungo questo torrente esistevano sette segherie, due mulini ed una fucina, ora è rimasto quello dei Bugatini del 1400-1500 che, seppure in disuso, è stato trasformato in museo
 

STORIA DI LEDRO

La valle di Ledro pur essendo divisa in varie località, è stata sempre intesa nella storia come unica realtà sin dai tempi dei Romani, qui presenti già nel 15 a.C e che riunirono le genti della Valle sotto il municipium di “Plebs Leutri” assoggettandolo a quello di Brescia; a quel tempo le località principali erano Locca (Concei), dove risiedeva la sede amministrativa civile e Castellum (Castel a Tiarno di Sotto), dove risiedeva la Centuria, sede del potere militare romano. Verso la metà del V secolo d.C. l’impero romano perse potere e iniziarono le invasioni dei barbari, obbligando gli abitanti della Valle a proteggersi autonomamente presidiando gli accessi alla stessa, comunque, nella seconda metà del VI secolo, i Longobardi arrivarono non bellicosamente nella Valle e vi rimasero per circa due secoli, fondendosi a tal punto con la gente locale che si formò una nuova popolazione con stessa lingua, religione, usi e costumi.

Il territorio viene inizialmente riunito come “municipium rurale” dai Romani ma con i secoli si vanno identificando le realtà dei “vici” (villaggi) e delle “vicinie” (formate da due o più villaggi) che riorganizzarono l’amministrazione del territorio tra “Divisi” e “Indivisi”, i primi erano le terre a campo o pascolo adiacenti i singoli “vici” o “vicinie” che divennero proprietà degli stessi, mentre i secondi erano costituiti dalle terre che rimasero di proprietà del “municipium rurale”, quindi di nessuno, terreni come boschi, l’acqua e le cave. I “Divisi” si distinguevano a loro volta tra beni del vico e beni privati, il vico amministrava poi i suoi divisi potendoli assegnare alle famiglie per il loro sfruttamento; in comune accordo tra vicinie si decideva l’utilizzo delle terre comuni tramite “regole”, in seguito “concei”, per la caccia, la pesca e altre attività.

Militarmente il territorio era difeso dai “centeneri”, le vecchie centurie romane, posizionate nelle varie località chiamate “castel”, le torri di guardia galliche, situate sulle principali vie di accesso alla valle.

Poco dopo l’anno mille il Trentino diviene una Contea del Sacro Romano Impero e dopo circa tre decenni viene donato al vescovo di trento Udalrico II e suoi successori, dando così inizio al potere religioso e temporale dei vescovi principi di Trento. Nel XII secolo hanno corso le lotte tra guelfi e ghibellini e la città di Trento si ribella al potere del principe vescovo Gebardo così egli, per isolarla,  elegge a Magnifica Comunità la valle di Fiemme, la valle di Ledro ed altre.

Nel 1426 la Valle viene conquistata dalla Serenissima ed inizia uno tra i periodi più floridi della sua storia ma nel 1509 torna a far parte dell’Impero e viene ridata ai principi vescovi di Trento. Il XVII secolo non ha eventi di particolare interesse se non una serie di carestie e pestilenze che si concluderanno nel 1703 con l’arrivo delle truppe francesi del comandante Vendome che seminano morte e distruzione.

Il resto del XVIII, del XIX e l’inizio del XX secolo la Valle rimane sotto il dominio austriaco, il primo è vissuto in tranquillità e sviluppo economico commerciale e viene interrotto verso la fine, per circa un ventennio, dall’arrivo di BLombardyonaparte; il secondo vede la realizzazione della strada del Ponale e dell’ Ampola che aprono la Valle al mondo esterno, ma anche le guerre di secessione, culminate con l’episodio di Garibaldi a Bezzecca nel 1866; il terzo vede lo scoppio della Prima guerra Mondiale con la Valle come territorio di frontiera, il conseguente esilio della popolazione nel 1915, i bombardamenti e la drastica distruzione degli abitati;con la fine della guerra incomincia il ritorno della popolazione e l’opera di ricostruzione degli abitati di Tiarno, Bezzecca, Ledro, Concei, Pieve, Molina.

DA VEDERE A LEDRO

Museo delle Palafitte, Fucina delle Broche, Le Calchere, Museo farmaceutico, Lago d’Ampola, Chiesa SS.Pietro e Paolo, Monte Tremalzo, Chiesa di San Bartolomeo, Val Concei, Strada del Ponale, Chiesa di San Silvestro, Chiesa dell’Annunciazione-Collegiata di Pieve, Chiesa dei SS.Marco e Martino