Palazzo della Loggia

In contemporanea con la piazza venne edificato, tra 1435 e 1436, un primo edificio denominato Loggia, dove si riunivano i rappresentanti del governo veneto ed i cittadini, oltre che atto ad ospitare botteghe. L’edificio progettato dal Vicentino Nicolò Lupi, era modesto, a due piani, di gusto tardo gotico.

Palazzo della Loggia, durante la dominazione veneziana su Brescia, aveva la funzione di ospitare le udienze del podestà veneziano, il “Consiglio Cittadino” e il “Collegio dei Notai”.

Il primo progetto presentato per la nuova loggia è del 1484 dall’architetto vicentino Tommaso Formenton e prevedeva un edificio in legno, subito scartato a favore della pietra di Botticino; così, tra il 1491 ed il 1492, il primo edificio viene demolito per rendere possibile la costruzione della loggia attuale.

Il 5 marzo 1492 viene posata la prima pietra ed iniziano i lavori impostando due grandi volte a copertura del fiume Garza.

L’ordine inferiore del palazzo fu costruito entro i primi anni del XVI secolo. I lavori si svolsero sotto la direzione del milanese Filippo de’ Grassi, secondo il progetto elaborato dal vicentino; notizie non documentate affermano che ci fosse stata anche la collaborazione di Gasparo da Coirano e Donato Bramante. Il cantiere viene però sospeso nel 1510 a causa degli eventi bellici con i Francesi, seguirà il sacco di Brescia nel 1512; dal 1530 la direzione dei lavori viene affidata allo scultore ed architetto Stefano lamberti, che ideò l’ingresso monumentale alle sale inferiori affiancato da due fontane nelle nicchie laterali, opera di Nicolò da Grado.

Tra il 1550 ed il 1554 viene costruito il piano superiore, di gusto manieristico, con l’intervento di autorevoli architetti dell’epoca quali Jacopo Sansovino, Andrea Palladio, Galeazzo Alessi e con la direzione lavori del bresciano Lodovico Beretta; per la decorazione lavora una schiera di lapicidi lombardi e veneti tra il 1555 ed il 1560. Al piano terra si trova il portico a tre navate, ciascuna con tre campate e volta a crociera, gli archi sono a pieno centro poggianti su importanti pilastri con semicolonne di ordine corinzio. Ai lati degli archi si trovano sei busti di imperatori, scolpiti da Gasparo da Coirano e Antonio della Porta detto il Tamagnino; in origine, per la facciata era stato usato sia marmo di Botticino che marmo nero di Torbole. Opera di Nicolò da Grado è l’importante ingresso ai locali e le due nicchie laterali con fontanelle. Al piano superiore spicca l’elaborata decorazione delle lesene, degli architravi delle finestre e del cornicione, mentre sulla balaustra si trovano le statue dei SS. Faustino e Giovita, della fede e della Giustizia. Il palazzo della Loggia viene ultimato nel 1574, ma l’anno seguente scoppia un incendio al secondo piano, che distrugge le opere del Tiziano ed il tetto, facendo sciogliere il piombo della copertura. Le prime coperture successive crollano quindi, nel 1766, viene chiamato l’architetto Luigi Vanvitelli che tra il 1769 ed il 1771 realizza una struttura a tamburo con oculi ovali; la nuova struttura, da subito criticata per il suo forte contrasto con la parte sottostante, viene sostituita nel 1914 dalla cupola a carena di nave di Antonio Tagliaferri