Brescia romana

Brixia, città dei galli cenomani, riceve la concessione del diritto latino nell’89 a.C. e poi anche lo statuto di colonia latina, con la conseguente centuriazione del territorio, con opere di bonifica e disboscamento  che portarono un aumento della produzione agricola e del benessere.

Brescia romana: la città inizia ad essere riorganizzata con i dettami romani con la concessione dello ius Latii, verso l’89 a.C. e probabilmente nello stesso periodo viene fornita di mura. Nel 49 a.C. viene concessa la cittadinanza romana a tutti i Transpadani, e i Bresciani vengono ascritti alla tribù Fabia.

L’imperatore Augusto, tra il 27 e l’8 a.C. conferisce a Brescia lo statuto onorario di “colonia di cittadini fondata da Augusto”e inizia in questo periodo l’assetto definitivo della città, che verrà ultimato con Tiberio tra il 14 e il 37 d.C. Augusto suddivise l’Italia in undici regioni e il territorio bresciano entrò a far parte della X regio augustea. Augusto fece anche costruire l’acquedotto, che collegava Brescia alle sorgenti di Lumezzane in Valtrompia, terminato nei primi anni del I secolo d.C. Con l’elezione di Vespasiano, dopo le lotte di successione dovute alla morte di Nerone, anche a Brescia ci fu un periodo di sistemazione urbanistica, durante il quale venne costruito il Capitolium e la sistemazione del foro.

Tra il II ed il V secolo d.C. tutta l’area subì il passaggio di eserciti e le incursioni dei barbari, con la costruzione delle prime fortificazioni sui possibili punti di ingresso, come l’alto Garda e le valli limitrofe. Le prime chiese di Brescia furono quelle de Santa Maria Maggiore e di San Pietro de Dom, verso il VI secolo. Della Brescia romana ancora in parte visibile ci rimane: la piazza del foro con il Capitolium sul lato nord; resti delle terme e di abitazioni di età augustea nell’area di palazzo Martinengo Cesaresco Novarino; la Basilica, sul lato opposto al capitolium, in piazza Labus; il santuario repubblicano, antistante al Capitolium; il teatro, a est del Capitolium; le domus dell’Ortaglia, area “residenziale” romana in parte visibile al monastero di Santa Giulia ad est del Capitolium;