Santuario repubblicano

Scoperto durante gli scavi del 1823, era stato parzialmente demolito per far posto al successivo tempio capitolino durante la costruzione delle nuove grandi opere di Vespasiano per celebrare la sua vittoria su Vitellio e la conseguente salita al potere.

Il Santuario Repubblicano di Brescia è tra i meglio conservati del nord Italia, grazie al suo interramento, sono rimasti in ottimo stato sia le pavimentazioni a mosaico che gli affreschi delle pareti, restituendo una splendida immagine di come doveva essere nel I secolo a.C.

Il complesso del santuario repubblicano si trova in parte sotto il Capitolium e in parte sotto casa Pallaveri, lì a fianco ed è composto da quattro celle rettangolari una a fianco all’altra, posizionate su un rialzo comune ma ognuna con un ingresso indipendente ed un portico con colonne. In ogni cella su tre lati vi sono delle banchine a mosaico policromo, su quelle laterali vi sono delle colonne scanalate riprodotte ad affresco sulle pareti. La parte pittorica è quella predominante in tutto il complesso, sia per la qualità di esecuzione che per la conservazione, dovuta anche all’utilizzo di uno strato di cera unita a olio di oliva come finitura di protezione. Esternamente è presente un lungo fregio in calcare di ordine corinzio sul quale sono riprodotti elementi utilizzati per i rituali sacrificali come teste di bue, ghirlande di fiori, frutta e vasellame. Sulla base dei ritrovamenti si ipotizza che le celle avessero coperture con volte a sesto ribassato poggianti su architravi a loro volta impostati su file di colonne laterali. Sotto casa Pallaveri si trova la cella occidentale con il suo pronao, gli scavi, iniziati nel 1990 e conclusi nel 2005, hanno permesso lo svuotamento della cella e la conferma di supposizioni riguardo al pronao e alla sequenza cronologica, essendo stato costruito su un edificio più antico.