Teatro romano di Brescia

Il complesso si trova a fianco del Capitolium verso la parte settentrionale del Foro romano; nel 2011 è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.

Il Teatro Romano di Brescia è dell’età augustea (fine I secolo a.C.-I secolo d.C.), risistemato in età flavia, opera di Vespasiano quando, giunto al potere grazie alla vittoria di Marco Antonio Primo su Vitellio, decise di celebrare la sua vittoria con l’ampliamento del foro, la costruzione del Capitolium con la Vittoria Alata e il Teatro; completamente rinnovato nelle decorazioni in età severiana (II-III secolo d.C.). Subì delle modifiche nel III secolo, durante il periodo di Settimio Severo. Il complesso è tornato alla luce, con gli altri edifici romani, durante gli scavi del 1823, quando si decise di demolire vari edifici di epoca successiva e scavare una vasta area che era stata anticamente sommersa da uno smottamento del Cidneo. Il Teatro Romano di Brescia fu costruito sfruttando la naturale pendenza del colle Cidneo ed è più simile alle antiche opere greche che a quelle romane; quanto visibile oggi sono le gradinate più basse in quanto le altre sono probabilmente crollate insieme agli archi che le sostenevano, alla scena e al muro che lo separava dalla strada, a causa dell’incendio del IV secolo e del terremoto del V secolo. Il teatro doveva misurare ottantasei metri di larghezza, trentaquattro di altezza, con una scena di quarantotto metri, poteva ospitare fino a quindicimila persone; dopo Verona, quello più grande del nord Italia. Il teatro era unito al capitolium da un porticato affiancato da due file di pilastri. Nella parte più bassa, vicino al palcoscenico, stava l’orchestra e sulle prime gradinate le persone più importanti, man mano che si salivano le gradinate il rango si abbassava. Il palco era caratterizzato da un muro di fondo chiamato frons scenae, nella parte bassa del quale vi erano tre aperture dalle quali uscivano gli attori. Le prime notizie a riguardo del teatro sono del XVII secolo, alcuni disegni di Ottavio Rossi nel suo “Memorie Bresciane” del 1610; altri disegni sono di G. Labus. R. Vantini e L. Basiletti in “Il Museo Bresciano illustarto” del 1830 e “Intorno vari antichi monumenti scoperti a Brescia” del 1810. Quanto attualmente visibile è la base del teatro con le prime gradinate e parte della scena con il muro che lo separava dal decumano massimo (via dei Musei), una parte è sottostante o inglobata in Palazzo Maggi, risparmiato dalla demolizione di inizio Ottocento per i suoi preziosi affreschi ed altre opere.