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Romano sul Garda

Nel corso del II secolo a.C. con la parziale centuriazione della Cispadana e territorio del Benaco, la villa si diffuse nell’ambito di una struttura equalitaria, che assegnava ai coloni porzioni uniformi di terreno; perciò intercorse un certo periodo di tempo prima che le trasformazioni economiche portassero alla formazione di grandi proprietà terriere, senza raggiungere comunque le grandi dimensioni delle ville schiavistiche del centro Italia (II sec. A.C. – I sec. D.C.). Romano sul Garda: Alla fine del III secolo si manifesta una fase di spopolamento delle campagne e la suddivisione del territorio tra alcune grandi ville che, a fronte della decadenza dell’autorità politica, esercitavano anche funzioni di controllo e orga­nizzazione del territorio, con una concentrazione di potere economico e fondiario in una tipologia di villa sontuosa (vedi la villa di Desenzano, la più importante tra le ville tardoantiche della Cisalpina). Alla scelta politica di spostare la capitale prima a Milano nel 286 e successivamente a Ravenna nel 402 non segue un’attrazione verso le nuove capitali della costruzione delle ville, bensì si conferma la scelta di costruirle presso i grandi laghi, preferendo l’aspetto paesaggistico da un lato e quello dell’autonomia territoriale dall’altro, fino ad arrivare, verso il V secolo, all’ultima trasformazione delle ville con l’inserimento in esse di strutture relative alla diffusione del Cristianesimo. In una fase successiva alcune grandi ville saranno trasformate in sedi di culto e punti di aggregazione e organizzazione del territorio cristianizzato.